La storia

L'origine

L’origine di questa figura ha radici antiche. La mescita del nettare di Bacco o di Diomede era ritenuta funzione di grande importanza e nell’antichità veniva affidata a persone nobili con nomi differenti a seconda delle epoche storiche. Questa figura veniva chiamata shagù in Mesopotamia, arcante (coppiere o simposiarca) in Egitto e in Grecia. Stesso ruolo aveva nell’antica Roma il Rex bibendi. L’etimologia dell’attuale termine di sommelier proviene dal latino sagmarium, cioè persona responsabile del trasporto dei vini con animali da soma, termine utilizzato nel Medioevo, per trasformarsi poi in sommelier nel XVI secolo in Francia, termine inizialmente utilizzato per indicare la funzione dell’ufficiale dell’esercito responsabile degli approvvigionamenti e poi presso la corte di Luigi XIV, il Re Sole, per indicare l’incaricato del trasporto dei bagagli e del servizio del vino.

Oggi

Il sommelier contemporaneo non è più solo un professionista dedicato principalmente al servizio e al suggerimento degli abbinamenti tra cibo e vino, ma un esperto di enogastronomia e della ristorazione.

Si occupa inoltre della gestione e della commercializzazione delle bevande, collabora con la direzione del ristorante, contribuisce alla politica commerciale dell’azienda per la quale opera,  partecipando attivamente all’organizzazione, alla motivazione e alla formazione del personale. Oggi, il sommelier contemporaneo è una figura professionale completa ed esperta che partecipa al successo dell’impresa.

Egli inoltre rimane il più accreditato divulgatore della cultura del vino presso il pubblico degli appassionati.

Dioniso, il dio della viticoltura