Verso la metà dell’800 sbarcano sulle coste francesi navi che portano diversi prodotti arrivati dalle Americhe, tra questi la vite americana;  senza che nessuno sapesse già di un afide presente sulle viti americane, la fillossera. 

Questo afide che non nuoce alle viti americane, nel contesto europeo trova nelle radici delle viti francesi in primis e poi in tutta l’europa e non solo, un habitat favorevole alla riproduzione, creando enormi danni elle radici delle viti in tutta l’europa e mettendo a serio rischio la viticoltura stessa.

Tra le diverse soluzioni possibili si è iniziata una lotta contro questo afide con i più diversi sistemi possibili tra cui l’inondazione dei vigneti con lo scopo di debellare la fillossera ma senza risultati, si è poi tentato di iniettare nel terreno veleni, rivestire di catrame i tronchi delle viti e coprire le radici con sabbia. Ma i risultati non furono poi così precisi e confortanti, tant’è che si trovò come unica soluzione applicare la tecnica dell’innesto, mantenendo come parte radicale quella americana in quanto resistente all’attacco della fillossera e innestando la parte aerea di origine europea.

Oggi la maggior parte delle viti nel mondo è ottenuta con la tecnica dell’innesto, in piccole aree viticole delimitate, terreni ricchi di sabbia, o coltivazioni in quota, la fillossera non è riuscita ad attecchire alla radice e quindi sono viti conosciute come viti di piede franco.

Ci sono diverse zone in tutto il globo dove la fillossera non è arrivata come ad esempio il Cile per la sua posizione geografica, l’Italia in alcune zone come la Val d’Aosta, il Trentino, sul Vesuvio, sull’Etna, nell’isola di Pantelleria, l’isola di S.Antioco in Sardegna, alcune zone del Piemonte e sul delta del fiume Po. Altre zone sono da prendere in considerazione sul territorio francese nella zona dello Champagne, nel Rodano meridionale, inoltre in alcune zone del Portogallo, dell’Argentina e della Cina. 

Alla domanda: come valutare i vini che derivano da viti di piede franco e i vini che derivano da viti innestate? 

Credo la risposta possa essere: è necessario anzitutto saper degustare per riconoscere i caratteri dei vini con derivazioni diverse ma soprattutto non farne paragoni se non tra vini da viti di piede franco e vini da viti innestate.

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